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Gel 2:1 vs 1:0,8 negli sport di endurance: quale scegliere davvero?

Negli sport di endurance — triathlon, ciclismo su lunga distanza, maratona, ultra — la disponibilità e l’assorbimento dei carboidrati durante la gara sono determinanti per il mantenimento della performance.

Negli ultimi anni si è passati dal classico rapporto 2:1 (glucosio:fruttosio) a formulazioni 1:0,8, sviluppate per supportare intake più elevati (fino a 120 g/h).

L’ho spiegato brevemente in questo video sul mio profilo Instagram (link)

La differenza non è marketing.

È fisiologia intestinale.


1️⃣ Il limite fisiologico: l’assorbimento intestinale

Durante esercizio prolungato e intenso si osserva:

  • ↓ flusso sanguigno splancnico

  • ↑ permeabilità intestinale

  • ↑ stress ossidativo e termico

  • alterazioni della motilità

Questo contesto rende l’intestino il vero “collo di bottiglia” dell’endurance [1].


2️⃣ Meccanismi di trasporto: SGLT1 e GLUT5

L’assorbimento dei carboidrati avviene principalmente tramite due trasportatori:

 SGLT1

  • Trasporta glucosio e galattosio

  • Dipendente dal sodio

  • Meccanismo saturabile

GLUT5

  • Trasporta fruttosio

  • Trasporto facilitato

  • Elevata variabilità interindividuale

L’utilizzo combinato di glucosio/maltodestrine e fruttosio consente di sfruttare entrambi i sistemi, aumentando l’ossidazione esogena rispetto al solo glucosio [2].

Questo principio è noto come multiple transportable carbohydrates.


3️⃣ 2:1 vs 1:0,8: confronto tecnico

Esempio con gel energetici da 40 g di carboidrati totali:

Parametro Gel 2:1 Gel 1:0,8
Distribuzione CHO (40 g) 26,7 g glucosio + 13,3 g fruttosio 22,2 g glucosio + 17,8 g fruttosio
Carico su SGLT1 Maggiore Moderato
Coinvolgimento GLUT5 Limitato Più marcato
Range intake tipico 60–90 g/h 90–120 g/h
Richiesta intestinale Intermedia Elevata

Il 1:0,8 aumenta la quota di fruttosio e riduce il carico relativo su SGLT1, consentendo potenzialmente un’ossidazione totale superiore quando si superano i 90 g/h [3].


4️⃣ Intake orari nell’endurance

La letteratura suggerisce:

  • 30–60 g/h → eventi brevi/moderati

  • 60–90 g/h → endurance >2–3 h

  • fino a 120 g/h → atleti allenati con protocolli specifici [3]

Lo studio di Podlogar et al. (2022) ha mostrato che intake di 120 g/h con rapporto vicino a 1:0,8 possono aumentare l’ossidazione esogena rispetto a 90 g/h 2:1 in ciclismo di 3 ore [3].


5️⃣ Disturbi gastrointestinali: perché aumentano con intake elevati?

I sintomi GI sono frequenti in endurance (30–70% degli atleti) [1].

Le cause includono:

  • ipoperfusione intestinale

  • concentrazione osmotica elevata

  • malassorbimento del fruttosio

  • disidratazione

L’aumento della quota di fruttosio può amplificare il rischio in soggetti non adattati.


6️⃣ Gut Training: adattamento intestinale

Il gut training consiste nell’esporre progressivamente l’intestino a dosi elevate di carboidrati durante allenamenti specifici.

Evidenze suggeriscono:

  • riduzione dei sintomi GI

  • miglioramento della tolleranza

  • possibile aumento dell’assorbimento [4]

Strategia progressiva:

  • Settimane 1–2 → 60 g/h

  • Settimane 3–4 → 75–90 g/h

  • Settimane 5–6 → >90 g/h (se necessario)

 


Esempio: Protocollo Ironman (180 km + maratona)

Target atleta esperto – gara 9–11 ore

Fase bici (5–6 ore)

  • 90–110 g/h

  • Preferenza 1:0,8 se già testato

  • 600–900 mg sodio/h

  • Idratazione personalizzata su sweat rate

Transizione verso maratona

  • Ridurre leggermente concentrazione CHO

  • Monitorare segni di distress GI

Maratona finale

  • 70–90 g/h

  • Possibile ritorno a 2:1 se stomaco sensibile

  • Assunzioni frazionate ogni 15–20 min

⚠️ Mai introdurre nuove formulazioni in gara.


7️⃣ Altre tipologie di carboidrati nei gel

  • Maltodestrine → carico SGLT1

  • Saccarosio → glucosio + fruttosio

  • Isomaltulosio → digestione lenta

  • Ciclodestrine → possibile impatto su svuotamento gastrico

  • Idrogel → evidenze non univoche su benefici GI/performance [5]


(APPROFONDIMENTO FACOLTATIVO)

Metabolismo del fruttosio durante esercizio prolungato

A differenza del glucosio, il fruttosio:

  • viene captato principalmente dal fegato

  • entra nella via metabolica tramite fruttochinasi

  • bypassa il controllo della fosfofruttochinasi (PFK)

  • può essere convertito in lattato, glucosio o glicogeno epatico

Durante esercizio:

  • parte del fruttosio viene rapidamente convertita in lattato

  • il lattato può essere utilizzato come substrato ossidativo dal muscolo

  • aumenta la disponibilità complessiva di carboidrati ossidabili

Questo spiega perché la co-ingestione glucosio + fruttosio aumenta l’ossidazione esogena rispetto al solo glucosio [Jeukendrup, 2010].

Tuttavia:

  • eccesso di fruttosio non assorbito → fermentazione → sintomi GI

  • la capacità di GLUT5 è altamente individuale

 

Per questo motivo, strategie da 100–120 g/h richiedono adattamento progressivo.


Conclusione

Nel triathlon long distance, nel ciclismo e nella maratona:

Il 2:1 rappresenta una strategia consolidata e generalmente più stabile.

Il 1:0,8 è uno strumento avanzato per intake elevati, ma richiede adattamento intestinale.

La scelta non è commerciale.

È fisiologica.

E nell’endurance moderna, l’intestino è parte della performance.


Bibliografia

[1] Costa RJS et al. Gastrointestinal issues in endurance exercise. Sports Med. 2017.

[2] Jeukendrup AE. Multiple transportable carbohydrates. Sports Med. 2010.

[3] Podlogar T et al. 120 g/h vs 90 g/h carbohydrate oxidation. Eur J Appl Physiol. 2022.

[4] Costa RJS et al. Gut training and carbohydrate tolerance. Appl Physiol Nutr Metab. 2017.

[5] King AJ et al. Hydrogel vs traditional carbohydrate solutions. Int J Sport Nutr Exerc Metab. 2020.